Siamo in una pandemia mondiale, e c’è il coprifuoco. Abbiamo mancanze che conosciamo, che erano lì da tempo, ora sono presenze fisse. Allora ogni giorno le contattiamo e proviamo distanze, annusiamo l’aria sospesa, attraversiamo le ore rarefatte, il sapore della lentezza , il giorno che non cambia mai, la casa che diventa solitudine. Ci hanno tolto tante cose, la libertà, la possibilità di fuga. Le chiusure di teatri, palestre, luoghi altro, ci fanno tornare a noi. A cosa c’è dentro. A cosa c’è intorno. C’è qualcosa di strano nel dolore che si riaffaccia. Si acuiscono mancanze. Allora smettete. Uscite dalla bolla. Dalla fortezza. Abbassate il ponte levatoio. E andate dall’altra […]
“Circondatevi di coloro che vi comprendono e vi stimolano, che vi proteggono e rispettano e ovviamente di chi riuscite a comprendere e rispettare. Quelli da cui ricevete presenza, armonia e che vogliono relazionarsi nella pace del cuore. Trovate il proprio branco, il vostro gruppo di appartenenza, le Anime che condividono il vostro stesso sentiero. Chi “vibra” alla vostra stessa frequenza. Chi si trova in sintonia, come i bicchieri di cristallo che fatti della stessa materia risuonano armonicamente a ritmo della stessa musica. Poiché coltivare l’unione d’intenti e propositi e creare attorno a sé una Famiglia d’Anima significa trovare persone con cui poter scambiare sinceramente quel qualcosa che a volte nascondiamo […]
Alle coppie, ai figli e genitori, alle anime tutte che mi chiedono “Ci separiamo in questo periodo di crisi?”. “Che dici, smetto di scrivergli?”. “Mi allontano prima di andare Oltre?”. Io rispondo sempre No. Perchè la distanza falsifica il sentire. Perchè non affrontiamo quello che c’è. Quello che può emergere. Deformando tutto. “Dovete stare insieme. Solo così può emergere quello che c’è. Conflitto o voglia e piacere di stare insieme.” Insieme. Perché solo se si e’ “insieme” si può davvero lavorare sulle dinamiche relazionali. Solo entrando davvero in contatto con l’altro si può comprendere davvero e dare spazio ad un sentire che altrimenti verrebbe negato. Unirsi. Per provare a conoscersi. Per […]
L’Homo di Neandertal e’ quello che costretto in gruppo ha iniziato le prime forme di comunicazione. Probabilmente con un “Auih” indicava o chiedeva cose. Un po’ come fa Alice, mia figlia, quando dice “Acqua”….mentre sarebbe più completo dire “Mamma ho sete. Mi prendi l’acqua per favore. Non mi va di alzarmi”. Per I sentimenti siamo rimasti a Neanderthal. Così per dire “mi piaci” si mette un like. Per comunicare la fine di una relazione si smette di parlare. Gli studiosi dicono che le rotture sono come l’essere cacciati dalla tribù. Che il dolore che proviamo in situazioni del genere può essere paralizzante. Quando veniamo rifiutati, abbandonati o viviamo una perdita, […]
