Si sa tanto ma non troppo: a differenza di altri disturbi, raccontati, approfonditi, l’Attacco di Panico e i Disturbi d’Ansia sono una vicenda rimasta sotto la superficie del chiacchierare, un problema chiuso nel perimetro insindacabile delle faccende personali.
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Un sentire quasi mai messo in vetrina, ma che lascia echi e retrogusti amari nei gesti “bloccati” e nella vita non vissuta.
Del resto il disagio e l’evitamento raccontano la vita sospesa, la lotta quotidiana dove non si riesce a trovare nè un vinto, nè un vincitore.
Non se ne parla, ma in compenso i sintomi ci pensano a parlare per loro.
Il respiro bloccato, le vertigini, il tremore, la sudorazione, la tachicardia, il senso di morte imminente.
L’Attacco di Panico è lo stadio estremo dell’Ansia. Quando l’Ansia rompe gli argini e #senzafiltro ti travolge.
#SenzaFiltro è il progetto di PoliOfficine dedicato alla PREVENZIONE E CURA DEGLI ATTACCHI DI PANICO E DEI DISTURBI D’ANSIA, un non luogo dove si affronta il tema dell’Ansia e come imparare a gestirla.
Non solo. Ma anche. Perché affronta un problema condiviso da tutti quelli che provano ad uscire dal “vortice della paura della paura”.
Il metodo è semplice, attraverso TECNICHE INTEGRATE E SPECIFICHE ESPERIENZE RIABILITATIVE (proprie del modello Bioesistenzialista Psicofisiologico di Vezio Ruggieri) si interviene sul corpo e sulle tensioni, si impara ad Appoggiarsi, a Respirare, a Guardare e poi Andare in modo nuovo.
Questa è la fine degli Attacchi di Panico, ma è anche l’inizio di un percorso di consapevolezza, di contatto con esperienze emozionali “trattenute e bloccate”.
Agendo sulla postura si agisce sul materiale psicologico dell’individuo e sulla sua POSIZIONE ESISTENZIALE.
Perché quando l’equilibrio sembra ripristinato, quando è finito il gioco perverso dell’esasperata attenzione, della fissità che ferma e frammenta, dell’evitamento a tutti i costi, ci si mette in gioco.
Si miscelano dubbi e certezze. Si risponde a domande a cui si risponde #senzafiltro, con la libertà di chi ha risolto perché ha fatto i conti con le proprie imperfezioni. Si uniscono i pezzi. Ci si sente “uniti” e “unici”. Di nuovo protagonisti.
Piedi, sguardo e respiro ora servono per attraversare il mondo, l’esistenza e l’esistente. Finito il tempo delle parole inizia quello del sentire.
Per informazioni >> +39- 347 913 9720
